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Attesa del Cuore

Il Parroco > Saluti e Riflessioni > anno 2011-2012

I domenica di Avvento
27 novembre 2011 (Mc 13,33-37)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.
Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

Il tempo di Avvento è tempo di attesa, l’attesa per qualche cosa di conosciuto. Qui chi si attende definitivamente Gesù vivo. Non è il tempo del ricordo per qualche cosa che è avvenuto, l’avvento è invito ad essere vigilanti nell’oggi, dove la presenza del Signore Dio cambia la prospettiva di vita.
L’atteggiamento di attesa sembra difficile ai nostri giorni, dove tutto sembra consumarsi nel presente e l’uomo sembra incapace di attendere. Il vangelo porta la buona notizia illuminando i credenti sulla venuta del Signore.  Avvistato é colui che si sente tronfio della sua sufficienza e pertanto ha volutamente tralasciato di credere, cedendo il posto solo al fare… per che cosa non si sa. Troppa è la vista offuscata di molti, che purtroppo rischiano di diventare ciechi del tutto.
La venuta di Gesù inserendosi appieno nella storia non condanna questa umanità, ma vuole trasfigurare questo mondo, rendendolo capace di vedere con “l’occhio di Dio”. Vigilare e vegliare è attendere con gioia l’incontro con il Signore che non è ricordo condito da una semplice tradizione, è sapere che la vita prosegue nell’eternità. Occorre quindi un buon atteggiamento di tensione interiore, verso un chiaro obbiettivo. In qualsiasi ora il Signore venga Lui aspetta di essere accolto, ma ciò mette a dura prova il credente, che nel frattempo rischia di smarrire la strada. Se viene a mancare questo sincero sentimento di attesa, tutto si affievolisce in un oggi privo di prospettive e ricco di difficoltà. L’invito è a sperimentare la propria libertà, trasformando il cuore indurito in un cuore ricco della Grazia di Dio, capace di gioire per l’incontro pieno con il Signore.


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