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IV domenica di avvento
18 dicembre 2011 (Lc 1,26-
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
Il Natale è ormai vicino, per questo che ci viene nuovamente proposto il vangelo che prelude alla venuta del Messia. Ascoltando oggi questo testo biblico, prendiamo consapevolezza che Dio realizza sempre le sue promesse. Così la prima lettura ci parla di questa importante promessa di Dio fatta tramite il profeta Natan; “Il Signore farà a te una casa … assicurerà dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere e renderà stabile il suo regno” (cf. 2Sam 7,11-
Lo Spirito Santo detto anche potenza dell’Altissimo porterà a compimento l’opera di Dio, grazie anche alla collaborazione piena di Maria. Lei è depositaria di un’azione divina che riguarda tutto il popolo di Israele e non solo. Le grandi opere di Dio ora si vanno a concentrare in una sola persona chiamata a collaborare per dare la salvezza a tutti. L’angelo ribadisce poi la totale appartenenza di questo figlio di Dio, perché lo dichiara santo e figlio di Dio. Dio solo infatti concede la qualifica della santità, così come per il titolo di Figlio di Dio.
L’invito ora è di diventare anche noi autentica dimora di Dio, testimoniando nella vita la sua presenza, restando veramente disponibili ad accogliere colui che viene da parte di Dio.