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Imparare da Lui

Il Parroco > Saluti e Riflessioni > anno 2011-2012

V domenica del Tempo Ordinario
5 febbraio 2012 (Mc 1,29-39)

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Prosegue il racconto di domenica scorsa. Gesù si trova ancora a Cafarnao al Sabato e dopo aver trascorso parte del suo tempo nella sinagoga va a casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. In questa circostanza incontra altre persone affette da vari mali. Siamo come di fronte alla descrizione di una giornata “tipo” di Gesù. Lui offre gesti di comunione e di vicinanza a loro. Nonostante le difficoltà e i molteplici problemi della vita il Maestro non si scoraggia e con la sua forte presenza fa risuonare la buona notizia del Regno di Dio. La suocera di Pietro viene guarita immediatamente, si alza e rispondendo al dono ricevuto si mette subito a servire il Maestro e i presenti. Con questi gesti concreti viene espresso un dialogo tra l’uomo e Dio, un dialogo che ci parla di attenzione, vicinanza e presenza. Questo è espressione di riconoscimento reciproco che non può fermarsi semplicemente al prodigio della guarigione, qualsiasi essa sia, ma deve andare oltre, il desiderio é che l’uomo che ha incontrato il Cristo possa affermare; “Veramente quest’uomo era Figlio di Dio”.
Gesù, pur compiendo gesti forti che arrivano al cuore di molti, non si lascia travolgere dalle folle che sembrano incapaci di andare al cuore del messaggio e chiedono solo un beneficio nell’immediato. All’incontro con la folla seguono momenti di riflessione e preghiera silenziosa. Qui appare chiaro l’invito a raggiungere ciò che conta. La descrizione di una giornata di Gesù ci dice non solo come Lui ha impegnato il suo tempo, ma anche come noi siamo invitati a trascorrere il nostro tempo che è prezioso.


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