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Natale del Signore
Messa della Notte (Lc 2,1-
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».
La luce illumina la vita dell’uomo, diventa necessario lasciare che questa luce compia la sua necessaria funzione, impedendo che qualche ostacolo la blocchi. Isaia ci apre a questa speranza, parlando della luce che viene ad illuminare un popolo che si trova nelle tenebre. La situazione storica di colui che scrive si riferisce ad un popolo di Israele in grave difficoltà. Un popolo assediato dalla potenza Assira, impoverito di tutto per le molte guerre intraprese per difendere i territori del regno. Alle spalle c’è la memoria per il regno di Davide e Salomone, loro avevano espanso al massimo i confini del regno. Il profeta Isaia in questo frangente ci parla di un figlio che nascerà e che porterà la pace. Chiamato con quattro nomi che esprimono la sua piena sovranità, non avrà bisogno di consiglieri, non perché non intenda ascoltare o relazionarsi, ma perché possiede da Dio il dono del consiglio e pertanto è custode non di una opinione, ma della verità. Il suo potere sarà differente, perché é sul potere divino che poggia la sua reggenza e non sulla limitata forza umana. La luce della presenza di Dio illumina con un ordine delle cose che è benefico a tutti. Dio diviene autentica realtà che si avvicina all’uomo, ci viene incontro, e attende la risposta da ogni discepolo fedele. In questa ottica possiamo anche leggere il brano evangelico che ci narra della nascita del Messia, atteso e sperato. Con questo spirito ascoltiamo il testo evangelico, comprendendo che non solo è nato un bambino in un preciso istante della storia, ma Dio stesso attraverso gli angeli gioisce per la presenza di Cristo nel mondo, invitando i pastori ad andare a vedere, a fare esperienza viva di questo incontro. Gli angeli messaggeri di Dio dicono di non temere, non si deve fuggire di fronte a questa esperienza inedita e sconosciuta, qui l’annuncio è per una grande gioia. Dio pone nel mondo la novità dell’incarnazione che attende di essere scoperta, conosciuta ed amata e questo è valido anche per noi oggi.